RECANATI – 29 gennaio 2026
Una giornata che resterà scolpita nella pietra e nella coscienza civile della città.
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Con una solenne e partecipata cerimonia, il Comune di Recanati ha reso omaggio agli oltre 650.000 deportati militari italiani nei campi di prigionia e di lavoro tedeschi dopo l’8 settembre 1943 (329 furono i recanatesi), dedicando loro una lapide permanente nel loggiato del Palazzo Comunale, a memoria del sacrificio degli Internati Militari Italiani (IMI). Accanto alle Istituzioni civili, ANCR e Associazione Nazionale Bersaglieri hanno voluto essere presenti con convinzione, per testimoniare l’attaccamento profondo alla memoria e all’onore dei soldati italiani che scelsero la dignità alla collaborazione, la fedeltà allo Stato alla resa morale.
Il valore della testimonianza





Momento centrale della cerimonia è stata la prolusione storica della prof.ssa Amneris Ulderigi, figlia di Calizio Ulderigi, internato militare recanatese, che ha ricostruito con rigore e intensa partecipazione le vicende seguite all’Armistizio dell’8 settembre 1943: la cattura di oltre 650.000 militari italiani da parte dell’esercito tedesco, la deportazione nei lager, il lavoro forzato, le privazioni, le umiliazioni. Gli IMI non furono considerati prigionieri di guerra, ma forza lavoro coatta. Eppure, in quella condizione estrema, molti seppero opporre una resistenza silenziosa, rifiutando l’adesione alla Repubblica Sociale Italiana e scegliendo la sofferenza pur di non tradire il giuramento prestato all’Italia. Una scelta che oggi riconosciamo per ciò che fu: un fulgido esempio di dignità e coraggio. Ulderigi ha quindi presentato una sua video-poesia realizzata dal video operatore Sandro Tommasi.
La scopertura della lapide: un impegno per la città
Nel loggiato del Palazzo Comunale, alla presenza delle Associazioni combattentistiche e d’arma, è stata scoperta la lapide commemorativa, benedetta da don Roberto Zorzolo. Al suono del Silenzio e con la deposizione della corona d’alloro, Recanati ha compiuto un gesto che va oltre la cerimonia: ha trasformato una memoria privata in memoria pubblica, una sofferenza familiare in patrimonio civico. La pietra oggi parla, e parla alle nuove generazioni.
La nutrita presenza di ANB
L’ANB era rappresentata dal Labaro della Sezione Recanati–Montelupone–Potenza Picena con il presidente bers. Silvano Rinaldelli, il bers. Cav. Mario Barbera Borroni, Vicepresidente provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare (presente il labaro della Sezione di Recanati con l’alfiere Claudio Anconetani); il segretario regionale bers. Lino Lambertucci; la Sezione di Macerata era presente con il Presidente bers. Ten. Carmine Posa, e il simpatizzante bers. Mauro Radici, Presidente della Sezione di Macerata e Coordinatore Regionale Marche ANCR. Presenti inoltre il Presidente della Federazione Provinciale di Macerata ANCR Albino Mataloni con il segretario ANCR Montecosaro prof. Fabrizio Quattrini; nonché rappresentanze dell’Associazione Nazionale Alpini – Gruppo di Recanati e Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione di Recanati. Una presenza plurale, unita nel rispetto della memoria dei soldati italiani.
Un percorso che continua
L’Amministrazione comunale di Recanati ha avviato un importante lavoro di ricostruzione genealogica dei 329 internati recanatesi. Nel 2025 sono già state conferite 18 Medaglie d’Onore; nel 2026 ne seguiranno altre 50. Non si tratta soltanto di commemorare ma di restituire nome, storia, volto e onore a uomini che, nella prova più dura, non cedettero.
Come ANB, salutiamo questa giornata con profonda commozione e orgoglio. La targa scoperta a Recanati non è soltanto un segno di pietra, è un monito e una promessa. Di custodire la memoria degli Internati Militari Italiani come parte integrante della storia nazionale, trasmettendo alle nuove generazioni il valore della fedeltà, dell’onore e della dignità anche quando tutto sembra perduto. Perché l’Italia si costruisce anche così: riconoscendo chi, nel silenzio dei lager, seppe restare uomo, soldato, italiano.














